Le persone si riuniscono per formare un cerchio di
guarigione,
ma il potere risiede nel suo centro vuoto.

Un torace si gonfia e si vuota
ma il soffio che lo riempie non è visibile.

I muscoli e le ossa si associano per fare un corpo
ma la forza di vita all’interno è invisibile all’occhio.

Il riso di un bambino trabocca di gioia
e niente può inaridire la fonte.

Chi siamo noi
se non lo strumento di una felicità non vista?

Haven Treviño – The Tao of Healing

 

In quanto esseri umani, inevitabilmente cerchiamo la relazione.
Siamo esseri intrinsecamente relazionali (cit. F. Sills).
Sempre ed in ogni caso, cerchiamo l’altro.

Non riusciamo a farne a meno, non sappiamo farlo, non ci è dato di farlo.
La vera relazione, la relazione neutrale, emerge grazie all’originale manifestazione dell’essere.
Essere umano che manifesta l’originale potenza dell’intimità propria, unica, preziosa, delicata ed accogliente.
Questo centro vuoto è un lasciar fare alla nostra essenza, quella che sa.

Ma allora, cosa ci spinge alla manifestazione? Cos’è che stimola l’atto della nostra manifestazione? Cosa stimola la tua epifania? (i Greci chiamavano epifania la manifestazione della divinità)

Decido ora di rallentare ancor più, di sintonizzarmi al mio silenzio, quello nuovo, quello che mi fa sentire come sto ora, dove sto ora, in me.
Mi accorgo di avere un corpo meravigliosamente funzionante, si, che funziona, un aggregato di saggezze che mi supportano, un insieme ordinato che va e non aspetta, non può farlo, sarebbe fuori tempo.
Tutto ciò mi dice: nutriti ora! Ed ecco che proprio dall’invisibile arriva il buon nutrimento.
Non un’idea, ma Corporeità… come il riso di un bambino.

Allora tolgo la coperta allo scorrere e lascio andare, lascio essermi. Anche tu lo sai fare, l’hai già fatto, ricordi?
In ogni istante porti con te quel riferimento che ti permette di ri-accordarti, di ri-a-cuor-darti, di ri-offrirti quel cuore li, che tuttora ti batte nel petto e che ti invita ad attingere dalla fonte.
Ed ancora epifania! Ma che voglia dire forse… accensione?

Infinite grazie a Haven Treviño

 

paolo raccanello