L’autore prende le mosse dalla comparazione dei risultati di diversi studi effettuati su gruppi di malati tumorali in fasi avanzate, in un articolo pubblicato di recente sul Journal of Oncology, sulla correlazione positiva tra l’attività del nervo vago e la prognosi della malattia. Ossia, più alto il tono vagale, migliore la prognosi. L’ipotesi che viene fatta per spiegare questo effetto chiama in causa l’attività antinfiammatoria e antistress del nervo vago.

L’autore si pone anche la domanda di come è possibile aumentare l’attività vagale, citando come risposta l’esercizio fisico, la meditazione, la pratica della compassione. Gli sfugge quella che è una delle principali risorse per alzare il tono vagale, la risonanza con la Respirazione Primaria, che invece gli operatori di Biodinamica Craniosacrale conoscono bene.

Tra i vari link presenti nel testo c’è anche quello all’articolo del Journal of Oncology, The Role of the Vagus Nerve in Cancer Prognosis: a Systematic and Comprehensive Review.

 

http://drdavidhamilton.com/the-vagus-nerve-and-cancer/