Alla data della pubblicazione di questo articolo mancano solo 44 giorni alla conferenza annuale di A.CS.I.
L’ospite primario sarà proprio il prof. Gerald H. Pollack
a Roma il 27 e 28 ottobre iscriviti QUI

 

 

IL COMPORTAMENTO SOCIALE DELL’ACQUA

 

“La vita è l’acqua che danza sulle note dei solidi”
Albert Szent-Györgyi

 

Il prof. Gerald Pollack, nel suo libro La quarta fase dell’acqua, ci invita a considerare che, nonostante viviamo in un’epoca super scientificizzata, l’elemento acqua è ancora poco esplorato e conosciuto.
A tale proposito Philip Ball, scrittore scientifico per la rivista Nature, ci offre queste parole: “nessuno capisce veramente l’acqua! È imbarazzante ammetterlo ma la cosa che ricopre i due terzi del pianeta resta ancora un mistero”.
Da questo appunto, il prof. Pollack evidenzia come siano trascorsi circa due secoli da quando hanno riconosciuto la vera natura dell’acqua, ovvero quella di essere H2O… certo che, all’epoca i mezzi erano pressoché artigianali.
Ad oggi, lo scienziato ci fa notare quanto poco sappiamo sull’interazione reciproca delle molecole d’acqua o di queste con altre d’altro tipo. Una cosa è certa: avviene sempre una “connessione”.
L’intrinseca natura relazionale di ogni cosa, quindi, è tale poiché possiede la capacità di rinnovamento; vedi ad esempio la capacità della tensione superficiale di una goccia d’acqua o di coalescenza, quella di unirsi insieme. (Qui, leggi l’articolo precedente)

 

L’acqua vibrante

L’acqua quando incontra altra acqua inizia a “vibrare”, a “fremere”.
Allora, cosa può generare questo vibrato, questo sfarfallio?
In un articolo precedente (link) citavamo i domini di coerenza di Emilio Del Giudice.
Pollack ci racconta che, all’interno di quei domini di coerenza, i legami tra molecole “possono essere pensati come delle antenne che ricevono energia elettromagnetica dall’esterno e quindi rilasciare elettroni utili per le reazioni chimiche”.
Lo scienziato ci invita a realizzare che comunque questo modello non svela il mistero sulla complessità relazionale dell’acqua, ma una cosa è certa: un determinato spessore d’acqua è composto da multipli strati con caratteristiche diverse tra loro.

 

“Non tutto ciò che può essere contato conta e non tutto ciò che conta può essere contato”

Albert Einstein

Quest’acqua nascosta…

Sappiamo e abbiamo detto che l’acqua è l’elemento più abbondante sulla superficie terrestre e che rimane ancora un elemento pressoché sconosciuto.
Molti scienziati rimangono fedeli a quelle poche cose che si conoscono dell’acqua.
Vediamo allora cosa c’è dietro a questa fedeltà scientifica.
In passato, le ricerche sull’acqua erano ritenute molto importanti. Questo fervore ha stimolato l’ipotesi di studiare l’acqua con ciò che si relaziona. Quindi non solo l’acqua, ma l’acqua con tutto ciò che contatta.
Quest’apertura di sipario ha evidenziato palesemente che l’acqua è praticamente ovunque: questa evidenza è uno dei pilastri che sostiene la biodinamica e che interessa a noi operatori.

L’economia mondiale, spesso, ha avuto il potere di generare momenti di fertile ricerca scientifica e momenti di sterilità. Questo ha indotto ad elevare alcuni scienziati o a far sprofondare nel dimenticatoio altri di brillanti.
Per Pollack, quei momenti down, sono stati semplicemente catastrofici per la ricerca scientifica.
Ma la curiosità resta principe e la ricerca continua, nonostante tutto.
Ecco che, nell’ombrosità di questa scena mondiale, si affaccia la figura dell’immunologo francese Jacques Benveniste (1), trainatore di una nuova faccenda a dir poco “memorabilmente acquatica”.
A proposito di memoria lo scienziato francese ha dimostrato in laboratorio che l’acqua possiede la capacità di ricordare, ovvero di memorizzare le svariate relazioni avvenute con altri elementi.
Tuttora, nonostante il contributo del premio Nobel Luc Montagnier sugli studi dedicati alle informazioni immagazzinate nell’acqua, proprio l’acqua rimane un argomento ad alto rischio per molti scienziati.

 

…ma così sentita

Quindi… l’acqua, un elemento così familiare trattato come un estraneo.
Pollack, ancora una volta ci invita ad essere curiosi e ad aver fede nonostante le perplessità ancora presenti.
La socialità dell’acqua è natura e come tale, generosamente si mostra in modo semplice.
Spetta a noi, dice ancora Pollack, sintonizzarci con questa evidente semplicità.
Pollack sta facendo biodinamica e forse non lo sa.

 

(1) – Jacques Benveniste è stato un immunologo francese. Il suo nome venne alla ribalta nel 1988, quando pubblicò su Nature uno studio che sembrava dimostrare l’efficacia dell’omeopatia.

 

 

 

a cura di paolo raccanello