Si stima che solo negli Stati Uniti il 70% della popolazione abbia un qualche tipo di esperienza traumatica nella propria vita. Circa 25 milioni di persone e fra queste almeno 5 milioni svilupperanno la sindrome da depressione cronica. Nel mondo si stima siano 350 milioni.

Questi dati ci aiutano a comprendere l’attenzione che va dedicata a questa malattia, poiché di vera malattia si tratta. Gli esiti sono mancanza di determinazione, confusione mentale, assenza alla partecipazione degli eventi nella propria vita, assenza di valore personale, disagio a stare con se stessi e molti altri. Nella maggior parte dei casi i traumi che più condizionano vengono vissuti nei primi anni di vita.

È un processo deleterio quello che accade nel cervello perché il risultato è mancanza di produzione di dopamina e di endorfine, che risultano pressoché assenti. Queste sono sostanze basilari, atte a darci un senso di direzione nella vita e incentivarci a perseguire gli obiettivi. La loro assenza porta la persona a ricercare all’esterno un loro supplente, le droghe ad esempio creano scariche di dopamina nel cervello, così come tutte le altre dipendenze.

 

Lo strumento della Biodinamica è eccelso nel sostenere un riequilibrio in questo senso. In realtà sempre più studi evidenziano, finalmente, come il corpo funzioni in base alla percezione che abbiamo degli accadimenti esterni e di come sia regolato dalle leggi della fisica, e non della chimica come abbiamo creduto e impostato la medicina negli ultimi decenni. Le ferite emozionali, soprattutto quelle che hanno radici in giovane età, producono memorie continue che determinano cosa siamo diventati, in quali limiti ci siamo rinchiusi. È inutile sovraccaricare un sistema già danneggiato con buoni consigli o incitamenti a vivere la propria vita. Bisogna togliere. Togliere tutte quelle memorie che sono stipate nel tessuto interstiziale e che determinano le nostre caratteristiche. Far ripartire la centralina che fornisce corrente ai processi cerebrali che governano le ghiandole, perché in realtà sono esse a regolare la vita.

 

La Biodinamica permette alle memorie di essere rilasciate. L’abbiamo sperimentato ripetutamente. Questo processo avviene perché il Guaritore Interiore è sostenuto, dal mio punto di vista. I traumi ci rinchiudono nella convinzione di non essere amati e non essere voluti, di non essere degni di amore. Questa per mia esperienza è la matrice di comportamenti che portano anche ad atteggiamenti vittimistici, per cui non siamo mai i capitani della nostra nave, o per esserlo eccediamo in prevaricazione e dipendenza dal potere.

La Biodinamica riporta equilibrio, perché sostenendo ciò che già esiste ma non ha la forza di agire, il sistema si riposiziona sul tracciato della sua natura. La dopamina inizia a essere di nuovo prodotta, le endorfine vengono prodotte perché con l’alleggerimento delle obsolete memorie è più facile provare gioia per le cose, fino ad arrivare a una chiara percezione di se stessi e della propria presenza in questo mondo e quindi la spinta a voler dare un senso alla propria vita.

 

Sono passi graduali, spesso non occorre nemmeno molto tempo. La Biodinamica influisce sulla percezione di essere sostenuti ed amati, porta a una visione di sé di gran lunga oltre quello che pensavamo di non essere, fino alla scoperta che siamo, e abbiamo tutto il diritto di essere.
Siamo fatti di fisica e impulsi elettrici, il nostro corpo contiene tutto ciò che siamo o che abbiamo archiviato, e soprattutto tutto questo complesso sistema si forma in base alle emozioni che proviamo. Sono le emozioni che prefissano il nostro domani, sono loro il capitano della nostra nave perché esse regolano i processi di tutte le sostanze che vengono prodotte. Quello che forse dimentichiamo è che siamo noi i creatori delle nostre emozioni. Produrre emozioni più equilibrate è l’inevitabile processo che avviene affidandosi alla Biodinamica e al dispiegarsi delle forze che pone in campo, il nostro campo, un grande e vasto spazio non delimitato da tutte quelle barriere e confini che creiamo nella nostra test.

a cura di Patrizia Massi

 

Patrizia Massi
Nata nel 1959, operatrice in Biodinamica opera nel suo studio in provincia di Novara. Ha ideato il metodo Campo Unificato Miofasciale, che si basa sulle leggi di fisica e del magnetismo esistenti nel corpo, tramite il quale restituire benessere e coscienza di sé alle persone.