Nella Biodinamica Craniosacrale, per prima cosa, ci si orienta alla salute.

Salute intesa come ingrediente portante e permeante l’organismo umano, salute presente sin dal concepimento, la salute stabile, al di là delle condizioni.

Stabilità come continuità, continuità come la naturale propensione dell’acqua a voler essere sempre in relazione intima.

Salute ed intimità, salute come l’acqua, l’acqua originale.

È un insieme accorto, molto accorto. Basta una sola cellula fuori posto che tutto l’organismo si riaggancia a quella matrice di salute, la salute d’acqua, l’acqua che conforta.

Qui il Breath of Life ancor più “idrata” l’acqua, la imbibisce di forza creativa per riproporre un’esperienza nuova ed atavica insieme. È la salute che da sempre ci abita e che sempre ci ha accompagnati e nutriti, sostenendo tutta la natura del nostro processo evolutivo.

Siamo costantemente in contatto con le radici della nostra evoluzione, un contatto intimo, un sapere intimo ed originale poiché eravamo e siamo acqua. (cosa direbbero Pollack o Margulis?)

E qui sorge la magnificenza di poter scorgere quel contatto in noi operatori e di poterlo contemplare nell’altro, il cliente. Abbiamo sempre a che fare con la nostra acqua relazionale, che imperterrita cerca l’altro e lo fa sempre in equilibrio. È adornata dal Breath of Life.

L’acqua in quanto acqua si eccita alla sola relazione.

Quanto di ciò ora sento?

Con tutto ciò, quanto mi sento saggio?

La nostra cultura genera classifiche, separazioni, divisioni in parti, reattività.

Queste cose l’acqua non le conosce poiché l’acqua per sua natura è biodinamica. Possiede la potenzialità, anzi è potenzialità manifesta del Breath of Life.

La qualità relazionale dell’acqua è molto generosa, una relazione in continua espansione. Ma noi operatori, fino a quanto riusciamo a scorgere questa sua generosità in quiete, indipendentemente dalle circostanze condizionanti?

E… se ci orientiamo alla salute, come onoriamo gli eventi?

 

 

paolo raccanello